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Martano è un comune con 10.134 abitanti circa, è situato nella parte centrale della provincia di Lecce, è più precisamente nel Salento. È una dlle città più popolose della Grecìa Salentina, detta anche area ellenofona in cui si parla un'antica lingua di origine greca, il griko. In griko il nome del comune è Martana. La città è situata in una posizione tale che, dall'antica via romana Traiano-Calabra (Lecce-Martano-Otranto), incrocia l'asse viario Otranto-Martano-Galatina-Gallipoli. Dista 25 km dal capoluogo e 17 km da Otranto ed è posta a 90 metri sul livello del mare.

Notizie e informazioni storiche Martano


Nello stemma civico si evince grazie alla presenza di un centurione romano a cavallo (Martius Pegaseus) l'origine romana della città.Vi sono altre ipotesi sull'origine della città, tra cui quella del filologo Luigi Pisanò che attribuisce più verosimilmente l'invenzione delle origini cittadine ad un colto umanista del XVI secolo.
La radice mart potrebbe far pensare, alla morfologia oppure, se l'origine non fosse precedente alla venuta dei romani, al culto del dio Marte.
Il principale importanza è il Castello Baronale . Nel 1486, sotto il feudatario Antonello Gesualdo, Martano aveva il castello, le mura ed il fossato. Dentro queste fortificazioni si serrarono i martanesi alla notizia dell'assalto turco di Otranto nel 1480. Dopo la riconquista aragonese, del 1481, il castello venne ricostruito. Sorse a nord-est, attaccato alle case dell'antico abitato dal lato sud e, protetto da un fossato, si raccordava, con i suoi massicci volumi, alle mura cittadine, difese da cinque torri poste a presidio della Terra. Di questo fortilizio di marca aragonese, ci rimangono la torre di via Marconi e l'imponente torrione cilindrico del castello che presenta la base scarpata, il toro marcapiano ed, all'interno, tre feritoie ed una cannoniera strombata. Dalla superiore piazza d'armi, con falconetti, colubrine ed archibugi si sparava contro gli aggressori. Sotto i Trani, nella seconda metà del '600, venne trasformato in palazzo baronale dall'esimio architetto coriglianese Francesco Manuli che sostituì la vecchia facciata con l'attuale, inserendo il bel portale con l'originale motivo delle bugne inclinate. Pregevole la balaustra della scalinata, animata da foglie-volto con valenza apotropaica. nei piani superiori sono interessanti alcuni pavimenti maiolicati e le volte a mattrotta dipinte con fiorami, trombe, pifferi, tamburelli, festoni, scene bucoliche e scorci di campagna. La facciata del castello in via Pomerio, nella seconda metà del '700, sotto i Gadaleta, venne rifatta integralmente dai maestri martanesi Donato Saracino e Tommaso Pasquale Margoleo, molto attivi nella Grecìa Salentina.


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