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Vernole è un comune  di circa 7.300 abitanti  è ubicato a sud di Lecce. Nel territorio comunale ricadono la cinquecentesca cittadella fortificata di Acaya e la Riserva naturale statale Le Cesine gestita dal WWF. Fa parte dell'Unione dei comuni Terre di Acaya e Roca.

Vernole è situata a 12 km da Lecce. Comprende le frazioni di Acaya, Acquarica di Lecce, Pisignano, Strudà, Vanze e parte delle marine di San Cataldo e Torre Specchia. Il territorio comunale confina a nord con il comune di Lecce, a ovest con i comuni di Lizzanello e Castri di Lecce, a sud con i comuni di Calimera e Melendugno, a est con il mare Adriatico.

Notizie e informazioni storiche Vernole


Le testimonianze di un primo insediamento umano risalgono all'età del bronzo. Già in età preistorica infatti, si evidenzia una presenza di popolazioni indigene che si insediarono dapprima nel triangolo Acquarica-Acaya-Pisignano dove hanno fatto la loro apparizione i monumenti megalitici, menhir e specchie. Questi insediamenti cominciano a subire mutamenti con nuovi apporti culturali dei Messapi, quindi dei Greci e poi dei Romani. I segni più evidenti della presenza umana appartengono al periodo messapico. In località Pozzo Seccato, presso Acquarica di Lecce, scavi archeologici condotti dall'Università del Salento hanno portato alla luca un insediamento messapico che consisteva in una vera e propria masseria fortificata costruita alla fine del IV secolo a.C.[9]. Le prime notizie scritte su Vernole si hanno nel 1115 nell'atto di donazione al Vescovo di Lecce Formoso Lubelli della "metà del casale di Vernole, che si dice di San Lorenzo" che il normanno Goffredo, conte di Lecce e Ostuni, firma il 15 agosto per il restauro della chiesa maggiore di Lecce. Donazione successivamente confermata da Costanza d'Altavilla, imperatrice e regina di Sicilia il 23 novembre 1195. In seguito alle continue irruzioni saracene gli abitanti decisero di spostarsi nell'attuale sito di Vernole. Del primo nucleo rimangono solo le vestigia della piccola chiesa di San Lorenzo, ormai diroccata. L'appartenenza alla Chiesa Vescovile di Lecce cessò nel 1806. L'altra metà del casale seguì le stesse sorti dinastiche di Lecce fino all'arrivo degli Aragonesi che nel 1463 assegnaro il feudo ai Tarantini. Quindi passò ai Pagano, ai Saluzzo, ai Saraceno ed infine ai Bernardini, ultimi feudatari fino al 1806[10]. Nel marzo 1865, in seguito alla legge per l'unificazione amministrativa del Regno d'Italia, le attuali cinque frazioni cessarono di essere comuni e furono annesse al comune più grande.

 

Fonte: Wikipedia


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